REGGIO EMILIA – Sono una settantina, sul nostro territorio. Niente a che vedere con Napoli dove sfiorano quota 15mila le auto immatricolate con una targa straniera, la maggior parte di queste riporta la sigla PL, ossia Polonia. Un fenomeno che ora sta mettendo in allerta il governo di Varsavia, ma non solo. Siamo di fronte a uno stratagemma per aggirare i costi assicurativi italiani, pagando quote decisamente inferiori.
La pratica delle targhe estere in Italia è vietata per i residenti che guidano veicoli di proprietà propria, ma è permessa con limitazioni tramite il noleggio, il leasing o il comodato. Ma come funziona questo escamotage? L’auto deve essere cancellata dal pubblico registro automobilistico italiano e portata all’estero, dove viene reimmatricolata e, infine, ripresa dalla persona che ha chiesto il servizio attraverso un noleggio a lungo termine. L’agenzia che gestisce le pratiche diventa proprietaria del veicolo, dato a noleggio al vero proprietario. Questo è il percorso della pratica più lungo e legale. Ne risulterebbero altri più veloci, ma illeciti, grazie alla compiacenza di funzionari stranieri che permettono di importare in Italia targhe estere senza dover portare il veicolo fuori confine.
In provincia, in base a dati Aci, risultano immatricolati 71 mezzi con targhe straniere: nei primi sei mesi del 2026 la polizia locale del comune capoluogo ha denunciato 16 persone per irregolarità su questo fronte. L’allarme è scattato in particolare in Polonia, che ora sta cercando di correre ai ripari attraverso verifiche e restrizioni anche perché l’escalation di questo fenomeno rischia di ripercuotersi sui cittadini polacchi, con un aumento delle tariffe assicurative per il fatto che in Italia risultano cresciuti gli incidenti provocati da veicoli immatricolati nel Paese dell’est Europa, ma privi di una reale copertura assicurativa.
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