REGGIO EMILIA – L’anno scorso i ricavi di Iren derivanti dal teleriscaldamento sono cresciuti del 20 per cento: dai 232 milioni di euro del 2024 ai 278 del 2025. Nello stesso periodo i ricavi per la vendita di gas sono diminuiti da 933 milioni a 899. Il dato può sorprendere, dal momento che le tariffe del teleriscaldamento sono spesso legate al prezzo del gas, dalla cui combustione viene ottenuto il calore fornito dal teleriscaldamento.
La rete del teleriscaldamento di Iren distribuisce ogni anno circa 96 milioni di metri cubi riscaldati e serve circa 600mila abitanti, 56mila dei quali a Reggio. Oltre che nella nostra città, la rete si sviluppa a Parma, Piacenza, Torino e Genova. Il teleriscaldamento è un sistema di fornitura di calore e acqua calda sanitaria alternativo rispetto a quello tramite caldaie a gas. Le lamentele sui costi per l’utenza sono ricorrenti, soprattutto dopo i rialzi seguiti all’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022.
Un’istruttoria condotta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha portato però a conclusioni inattese. L’istruttoria era stata avviata sulla base di segnalazioni di utenti di Piacenza e Parma, che lamentavano l’onerosità del servizio e la difficoltà di staccarsi dalla rete del teleriscaldamento. Nella sua indagine, l’Antitrust ha acquisito anche le mail aziendali in cui gli uffici di Iren discutevano delle tariffe del teleriscaldamento. Da una di queste mail, un’analisi interna effettuata nel 2022, emergeva una sorpresa: sia il reddito operativo sia il ritorno sugli investimenti delle reti Iren di Piacenza e Parma era negativo. ‘La gestione delle reti negli anni 2021 e 2022 – annotava l’Antitrust – è stata in massima parte non profittevole’. I ricavi, infatti, non coprivano nemmeno i costi operativi, per non parlare degli investimenti.
Questo non significa che il teleriscaldamento sia a buon mercato. L’istruttoria si concluse alla fine del 2024 con la constatazione che ‘in nessuna annualità i profitti conseguiti sarebbero stati sufficienti a remunerare adeguatamente il capitale investito e, quindi, in nessun anno e per nessuna rete i ricavi avrebbero generato extra-profitti rispetto a questa congrua remunerazione’.
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