REGGIO EMILIA – Quello del quartiere Ospizio non è un bosco urbano. Il Tar di Parma ha respinto la richiesta di Legambiente che chiedeva di annullare i titoli edilizi di Conad Centro Nord, che acquistò l’area nel 2015. Sono andate quindi deluse le speranze dell’associazione di bloccare il piano di riqualificazione, che prevede la realizzazione di un nuovo supermercato Conad, della Casa della Salute Reggio Est, della nuova biblioteca di Ospizio e della sede del nuovo Polo Sociale e Territoriale.
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha rigettato lo scorso 22 luglio il ricorso degli ambientalisti perché “nell’area interessata – si legge nell’ordinanza – non risulta individuabile alcun ‘bosco urbano’ ed è incontestata la circostanza che il progetto preveda la piantumazione di oltre 1.350 alberi, nonché la cessione al Comune di circa 20mila mq di aree verdi”. Semaforo verde, dunque, alla realizzazione del piano, i cui permessi di costruire sono stati rilasciati lo scorso anno. Il piano prevede l’abbattimento di una parte dei circa 300 alberi cresciuti nel parco della ex casa di riposo, demolita nel 2007-2008, a fronte di nuove piantumazioni compensative.
Nell’ottobre del 2024 una petizione online contraria al progetto, lanciata da diverse associazioni reggiane, aveva raccolto quasi 6.500 firme che gli attivisti avevano consegnato simbolicamente a Conad Centro Nord presso il supermercato di via Luxemburg. II Piano Operativo Comunale del 2014 aveva ridotto del 70% le volumetrie del piano di Ospizio. In più, il Comune aveva stabilito che tutte le previsioni edificatorie sarebbero decadute se non attuate entro 5 anni. Ma contro questa norma fecero ricorso alcune società immobiliari in relazione ad altri progetti, vincendo prima al Tar e poi, nel 2024, davanti al Consiglio di Stato. La bocciatura del ricorso di Legambiente, dunque, non sorprende. All’associazione resta, ora, eventualmente la strada di un appello al Consiglio di Stato.
***
“Smentiamo che il TAR abbia respinto il ricorso che è ancora in essere e al vaglio – precisano in una nota i membri dell’Assemblea del Bosco di Ospizio – è stata respinta solo l’istanza cautelare con cui si chiedeva, fino alla fine del procedimento, la sospensione degli imminenti lavori”.
“Ricordiamo – scrivono ancora – che il TAR è organo giudiziario e non ambientale, non tale quindi da poter definire cosa sia un bosco urbano specie se utilizza come fonti i permessi a costruire del soggetto privato. Riaffermiamo con forza, invece, la nostra decisa volontà di opporci all’abbattimento di un intero ecosistema e di un gran numero di alberi adulti”.









