REGGIO EMILIA – Le preghiere per Kawtar Sadkani sono state recitate a pochi passi dal garage di via Turri, nel quale la donna, di 41 anni originaria del Marocco, è stata ritrovata priva di vita, nel pomeriggio del 24 luglio. Una morte che dai primi accertamenti non sembra essere violenta. Il momento di ricordo e di raccoglimento è stato organizzato dall’associazione “La Nuova Luce” in piazzale Marconi, davanti alla stazione ferroviaria storica, luogo simbolo del quartiere nel quale la situazione talvolta di degrado si intreccia con le storie troppo spesso drammatiche delle persone. Storie proprio come quella di Kawtar.
“Aveva preso da mangiare e aveva chiesto aiuto per una camera o per un qualsiasi posto per alloggiare – racconta Maria Diletto, presidente de “La Nuova Luce” – Nessuno immaginava quello che sarebbe accaduto qualche giorno dopo. Era una delle tante donne che chiedeva aiuto e che voleva uscire dalla strada. Siamo tutto dispiaciuti per quanto accaduto perché nessuno deve morire così nella invisibilità e nell’indifferenza totale”.
Un rito celebrato dall’Imam della vicina moschea insieme a Don Daniele Simonazzi. Era presente anche l’assessore comunale alla cura della città, Davide Prandi: “In questo quartiere c’è una porta sul mondo non solo perché ci sono tante nazionalità rappresentate, ci sono storie di persone che hanno viaggiato, faticato, stanno cercando un futuro e credono che a Reggio Emilia ci sia la possibilità di crearlo per loro e per le loro famiglie, per i loro cari che sono qua o che magari sono lontani. Come amministrazione dobbiamo lavorare su questo e cercare di costruire percorsi che aiutino queste persone a essere nella legalità, accompagnando le persone che sono più in difficoltà, come è successo alla nostra concittadina”.
Leggi e guarda anche
Morta nel garage occupato: la donna non era conosciuta dagli operatori di strada. VIDEO
Reggio Emilia morta garage manifestazione via Turri preghiera La Nuova Luce Maria Diletto Kawtar Sadkani







