REGGIO EMILIA – Non era conosciuta agli operatori di strada che intervengono nella zona della stazione la 41enne il cui corpo senza vita è stato trovato ieri in un garage di via Turri 33. Se i primi accertamenti degli agenti di polizia hanno permesso di escludere che la donna sia stata vittima di una morte violenta, rimangono diversi interrogativi su un decesso che ancora una volta pone al centro la situazione di degrado di alcune parti dell’area e la fragilità di tante delle persone che la abitano. La donna era di origine marocchina con cittadinanza italiana: ufficialmente risiedeva in provincia, ma si può ipotizzare che fosse piuttosto mobile nei suoi spostamenti. Due dei residenti del palazzo hanno notato il suo corpo esanime poco prima delle 15 perché la basculante del garage era leggermente sollevata. Hanno chiamato il 118 e la polizia. Il condominio al civico 33 è lo stesso in cui, il 9 dicembre 2018, una coppia di coniugi morì durante un terribile incendio. L’autopsia stabilirà la causa della morte, il resto degli accertamenti dovrà dire da dove la donna arrivasse, da quanto avesse fatto di quel garage una sorta di abitazione improvvisata, se e cosa eventualmente sapessero, della sua presenza, i proprietari del box auto.
Secondo un gruppo di TikToker che racconta sui social la zona della stazione, comprese le situazioni di degrado, la 41enne si trovava lì da circa un mese: queste riprese risalgono a fine giugno, il garage è il medesimo. “In una diretta siamo passati da lì e abbiamo visto una situazione di degrado, che segnaliamo con i nostri video. Abbiamo visto la signora nel garage, in gravi condizioni”, dice Ives Tawiah.
Non c’è però alcuna certezza che la donna che compare sia la stessa trovata ieri priva di vita. Per “segnalare sui social” i TikToker intendono di aver pubblicato i video. Nessuna segnalazione riguardo alla situazione è mai arrivata agli operatori di strada da loro o da altri residenti.
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