REGGIO EMILIA – Indaga sempre più sul mondo sommerso ‘ndranghetista emiliano-lombardo la Commissione parlamentare d’inchiesta bis che dalla primavera 2023 sta scavando sulla morte di David Rossi, deceduto il 6 marzo 2013 quand’era a capo della comunicazione della banca Monte Paschi di Siena. Da tempo la Commissione ha escluso l’ipotesi del suicidio, imboccando decisamente la strada dell’omicidio. E a portare i parlamentari sulle tracce ‘ndranghetiste è un codice numerico (4099009) trovato sulla memoria del telefonino di Rossi ed ora collegato – perché corrispondente – al numero di un libretto al portatore o comunque un conto intestato, in una filiale della mantovana Viadana, ad uno dei nipoti del boss Nicolino Grande Aracri. E sempre su Viadana operava come main sponsor della squadra di rugby la banca senese, vicenda pubblicitaria seguita a quel tempo proprio da Rossi.
Le rivelazioni del pentito Salvatore Cortese hanno illustrato – fermandosi però al 2007 – le connivenze bancarie col clan di direttori spregiudicati messisi a disposizione per ripulire proventi illeciti, indicando un altro collaboratore di giustizia, cioè Giuseppe Giglio, come collettore sino al 2015 di quei flussi illeciti di denaro col sistema creditizio. Secretata l’audizione di Giglio, ritenuta però utile alle indagini dal deputato reggiano di Fratelli d’Italia che presiede la Commissione bis, cioè l’avvocato Gianluca Vinci: “A mio avviso l’audizione è andata molto bene – dichiara Vinci – così come le altre che si sono svolte nelle scorse settimane”.
La Commissione avrebbe davanti altri 2-3 mesi di lavoro, fra perizie in arrivo ed audizioni interessanti come quella del boss ergastolano Grande Aracri. In tutto questo s’inseriscono alcune denunce – per inquietanti minacce e danneggiamenti – presentate dalla brescellese Catia Silva, a capo della segreteria della Commissione parlamentare.
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