REGGIO EMILIA – Reggio Emilia si attesta tra i territori più virtuosi d’Italia per abitudini di pagamento tra aziende private, conquistando l’ottavo posto della classifica nazionale nel secondo trimestre del 2026. La performance reggiana contribuisce a spingere l’Emilia-Romagna al secondo posto tra le regioni italiane, con il 51,2 per cento delle transazioni commerciali saldate entro la scadenza pattuita.
Tuttavia, l’eccellenza emiliana rappresenta un’eccezione rispetto al panorama nazionale, dove la puntualità nei pagamenti tra privati riguarda appena 42 transazioni su 100. A soffrire sono soprattutto le piccole imprese, penalizzate dal comportamento delle grandi aziende committenti: solo il 21 per cento di queste ultime onora infatti i debiti nei tempi previsti, utilizzando le dilazioni come vera e propria leva di finanziamento a costo zero a danno dei fornitori.
A questo quadro si aggiunge il complesso paradosso della Pubblica Amministrazione. Se da un lato lo Stato ha ridotto i tempi medi di saldo a 27,2 giorni nel 2025, dall’altro lo stock complessivo dei debiti commerciali della PA continua a salire, raggiungendo quota 64,2 miliardi di euro, pari al 2,8 per cento del PIL. Un primato negativo che colloca l’Italia al primo posto nell’Unione Europea per arretrati non saldati. Come evidenziato dalla Corte dei Conti, la maggiore rapidità nel pagare le nuove fatture non basta infatti a smaltire i vecchi debiti, che solo nell’ultimo anno sono aumentati di ulteriori 6,7 miliardi di euro.










