REGGIO EMILIA – Una targa dedicata ai quasi ottomila internati militari reggiani durante la seconda guerra mondiale è stata inaugurata nel cortile di Istoreco. Un ricordo, simbolico, dei cittadini della nostra provincia che dopo l’8 settembre ’43 furono catturati dalle forze tedesche e che, di fronte alla possibilità di tornare a combattere al fianco della Germania nazista e poi della Repubblica Sociale Italiana, preferirono prigionia e schiavitù, in condizioni terribili che spesso portarono alla morte.
L’evento ha costituito il fulcro di un appuntamento che ha riunito generazioni di reggiani in via Dante 11, sede dell’istituto storico. “Ricordare le nostre radici, la nostra storia, la nostra democrazia. Da dove è nata la Costituzione assieme a tutti coloro che hanno scelto di non aderire alla Repubblica Sociale. E’ una giornata da ricordare, così come sono da ricordare quei quasi 8mila reggiani deportati nei campi nazisti”, le parole di Elio Ivo Sassi, consigliere delegato della Provincia di Reggio Emilia.
La targa è stata donata dalla famiglia De Lucia in memoria di Alfonso De Lucia, militare e paramedico, catturato nei Balcani dopo l’8 settembre 1943 e internato fino al 1945. Verrà collocata sui muri della caserma Cialdini, sede dei bersaglieri durante il secondo conflitto bellico. Da lì, dopo l’8 settembre ’43, migliaia di persone vennero prelevate, condotte in stazione e avviate verso i campi di concentramento nazisti.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto di Reggio, Salvatore Angieri, e il sindaco Marco Massari. Folta la rappresentanza di cittadini, istituzioni e associazioni d’arma reggiane. Presente anche il 102enne Luigi Andrea Corti di San Polo d’Enza, anch’egli deportato nel 1943. “Noi facciamo manutenzione della memoria. E’ dalla conoscenza del passato che possiamo costruire un futuro migliore”, ha aggiunto il vicepresidente di Istoreco Giorgio Paterlini.
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