REGGIO EMILIA – In via San Bernardino, in pieno centro storico, all’angolo con via Squadroni, di fronte alla pizzeria Pegaso, la metamorfosi è già avvenuta. Dove un tempo c’era un negozio di antiquariato è comparsa un’autorimessa. Sono comparse tre serrande avvolgibili, una per ogni posto auto ricavato. La possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli spazi commerciali vuoti esiste da quindici anni. Tre anni fa, nel Piano Urbanistico Generale, è stata formalizzata stabilendo tutti i vincoli.
La trasformazione della bottega in garage è vietata attorno alle piazze principali del cuore della città e lungo un nutrito elenco di vie che comprende la via Emilia, corso Garibaldi e via Roma. Si tratta delle zone contrassegnate da una serie di puntini rossi nella cartina del Pug pubblicata nel 2023. Nelle vie marcate da puntini arancioni l’allestimento del garage è possibile a una condizione: occorre essere proprietari di un’abitazione lì ubicata. “Sono vie di pregio molto vicine e in prossimità ai centri nevralgici della città dove è possibile trasformare con dei procedimenti particolari gli esercizi commerciali, purché diventino pertinenze di abitazioni di residenti” ha detto l’Assessore Comunale alla Rigenerazione Urbana Carlo Pasini.
Nessuna limitazione esiste per le zone che sulla mappa sono prive di puntini, fermo restando ovviamente le procedure urbanistiche: “Possono essere delle CILA o delle SCIA a seconda del tipo di intervento – continua l’Assessore Pasini -. Se si deve allargare un portone occorrerà fare un’operazione un po’ più complessa che dovrà essere autorizzata, mentre se è una semplice trasformazione dove non sono previsti interventi strutturali, una semplice CILA è sufficiente”.
Secondo l’assessore Pasini, l’opportunità in questione rappresenta solo uno dei tasselli di una strategia più ampia per incentivare la residenzialità in centro storico e per risolvere le criticità della sosta: “Non c’è solo la trasformazione dei negozi (che è una componente), ma ci sono anche le zone di parcheggio come la Caserma Zucchi (che sta per essere rilevata dall’amministrazione), l’ex Caam e tutta una serie di altri elementi che devono dare soddisfazione alle richieste di parcheggio nell’esagono, mettendo in condizione chi vuole insediarsi stabilmente di avere parcheggi comodi e agevoli”.
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