REGGIO EMILIA – E’ morto all’età di 67 anni il manager Fulvio Ferretti. Lunga e ricca di incarichi di prestigio la sua carriera, iniziata in Electrolux e proseguita poi in Ferrari e Bugatti. Fu coinvolto anche nel progetto reggiano di Silk-Faw.
Abbiamo ricevuto da un gruppo di amici, e volentieri pubblichiamo, un ricordo del professionista e della persona.
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Ci sono carriere che si possono raccontare attraverso una successione di incarichi. E ci sono percorsi nei quali, oltre ai ruoli e alle aziende, emerge un filo conduttore: la capacità di affrontare la complessità, assumersi responsabilità e trasformare l’esperienza in valore per le persone e per le organizzazioni.
Quella di Fulvio Ferretti è stata una di queste.
In oltre trent’anni di attività manageriale, Fulvio ha attraversato alcuni dei nomi più importanti dell’industria italiana e internazionale, costruendo una competenza che ha avuto come filo comune l’automotive, la manifattura e le tecnologie ad alte prestazioni. Dal procurement alla gestione industriale, dal motorsport al marketing, fino al mondo delle hypercar, il suo percorso ha seguito l’evoluzione dell’industria automobilistica.
Laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino, inizia la carriera in Electrolux, occupandosi di commodity, acquisti e supply chain. È qui che costruisce le fondamenta del proprio approccio manageriale: conoscenza dei processi industriali, attenzione alla filiera, capacità di negoziazione e una visione nella quale la competitività passa anche dalla qualità delle relazioni con fornitori e collaboratori.
Nel 1996 arriva Piaggio, come responsabile degli acquisti della Vehicle Division. Nel 1999 entra in Ferrari, nella Gestione Sportiva, come Purchasing Manager della Racing Division. Per sei anni lavora in uno degli ambienti più esigenti dell’automotive mondiale, dove innovazione, velocità, affidabilità e prestazioni sono inseparabili.
Nel 2005 il suo percorso in Ferrari cambia prospettiva: passa dall’area Racing a quella industriale, diventando Business Unit Manager dell’After Market. Una responsabilità più ampia, che lo porta a confrontarsi direttamente con il business, i clienti e i risultati.
Nel 2008 approda a Brembo, assumendo la responsabilità di Brembo Racing. Anche qui ritrova il mondo delle competizioni e della tecnologia ad alte prestazioni, ampliando ulteriormente il proprio raggio d’azione fino a comprendere ricerca e sviluppo, produzione, vendite e marketing.
Negli anni successivi completa il proprio profilo nel general management e nella gestione commerciale, prima in Bitron e poi in Metra, dove assume la responsabilità di Sales & Marketing, con competenze su vendite, marketing, piani pluriennali e risultati economici del Gruppo.
Nel 2021 affronta una nuova sfida con Silk-FAW, poi Silk Sports Car Company, il progetto automobilistico italo-cinese dedicato allo sviluppo di vetture ad altissime prestazioni. Come Chief Procurement Officer e membro del Consiglio di Amministrazione mette a disposizione del progetto l’esperienza maturata in decenni di industria, procurement e motorsport.
L’ultimo capitolo professionale lo porta nel mondo Bugatti. Nel gruppo Bugatti Rimac Fulvio ritrova tecnologia, ingegneria, produzione e performance, in una cultura del prodotto dove ogni dettaglio conta. Tra le esperienze più significative figura anche il coinvolgimento nel progetto Bugatti Bolide.
Ma è proprio qui che il curriculum smette di essere sufficiente a raccontare Fulvio.
Chi ha lavorato con lui ricorda innanzitutto la capacità di mantenere la calma nei momenti difficili. Nei contesti ad alta pressione conservava lucidità e concretezza. Non cercava scorciatoie e non aveva bisogno di alzare la voce per esercitare la propria leadership.
E poi c’era la generosità verso le persone. Fulvio era particolarmente attento ai colleghi più giovani, ai quali dedicava tempo, esperienza e fiducia. Credeva che la crescita di un’organizzazione passasse anche dalla crescita delle persone che ne facevano parte.
Electrolux, Piaggio, Ferrari, Brembo, Silk Sports Car, Bugatti: nomi diversi, un unico percorso. Quello di un ingegnere diventato manager, di un uomo di industria che ha conosciuto la pressione delle corse e la complessità delle grandi organizzazioni, di un professionista capace di affrontare nuove sfide senza perdere i propri punti di riferimento.
Il suo lascito non è soltanto nelle aziende e nei progetti ai quali ha contribuito. È nelle persone che ha fatto crescere, nelle competenze che ha trasmesso, nelle decisioni prese nei momenti difficili e nel modo in cui ha interpretato la responsabilità di guidare gli altri.
È forse questo il modo più autentico di ricordare Fulvio Ferretti: non soltanto per ciò che ha fatto, ma soprattutto per il modo in cui lo ha fatto.








