REGGIO EMILIA – Il cantiere è iniziato, tra le lacrime di chi ha provato a fermare le ruspe e la soddisfazione di chi da tempo chiede nuovi servizi di quartiere. Erano le 6.30 di questa mattina quando un consistente spiegamento di forze dell’ordine ha permesso l’accesso nell’area di via Emilia all’Ospizio dei mezzi delle ditte incaricate del disboscamento selettivo di 98 alberi su 322, come da indicazioni progettuali.
L’inizio del cantiere ha subito incontrato la protesta dei militanti dell’assemblea del bosco urbano, che dallo scorso 3 agosto hanno dato vita al presidio fisso nell’adiacente area verde di Campo di Marte. Durante le proteste, avvenute senza particolari tensioni nonostante le offese rivolte agli addetti impegnati nell’abbattimento degli alberi, diversi manifestanti, entrati nell’area di cantiere sono stati allontanati a braccia e condotti in questura, e poi rilasciati senza provvedimenti.
Ospizio, la voce della protesta: guarda le interviste. VIDEO
Le persone presenti, un centinaio, in un rapporto quasi di 1 a 1 con le forze dell’ordine, hanno duramente criticato sia le modalità di abbattimento delle piante – sostenendo che mancassero adeguate garanzie di sicurezza per gli operatori e per chi camminava sul marciapiede- sia l’intervento in sé, effettuato – hanno detto – con mezzi troppo invasivi. Per questo motivo, i portavoce dell’assemblea hanno annunciato di aver presentato un’istanza urgente al Consiglio di Stato, con la richiesta di sospendere i lavori in attesa della valutazione di merito, modificando la precedente decisione del Tar di Parma. Richiesta cui è stata allegata una controperizia forestale per dimostrare che l’area interessata dai lavori è un bosco, come invece è stato negato dalla perizia del Tribunale di Reggio. Verdetto che secondo i manifestanti potrebbe arrivare già per martedì prossimo.
Nel frattempo, i lavori proseguiranno sulla base del progetto messo a punto da Conad, discusso con i residenti durante il percorso partecipato finito nel 2024 e che ha ottenuto lo scorso febbraio il via libera dell’amministrazione. Nello specifico, l’area edificata, su un totale di quasi 45mila metri quadrati, sarà inferiore ai 13mila metri, la metà dei quali destinati a servizi pubblici: polo territoriale, biblioteca di quartiere, servizi sociosanitari e nuova Casa della Salute.
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(foto da Facebook)








