REGGIO EMILIA – Non si è fatta attendere la risposta delle cooperative reggiane alle parole pronunciate l’altro giorno a Reggio dal procuratore nazionale antimafia Melillo, che nel contesto del convegno “dieci anni del processo Aemilia” aveva affermato come la criminalità organizzata stia puntando al sistema cooperativo.
L’alleanza delle coop reggiane, attraverso un comunicato stampa, ha tenuto a precisare che “siamo un sistema composto da migliaia di cooperative e soci, da centrali cooperative che esercitano funzioni di vigilanza sia sulle caratteristiche mutualistiche, che sui bilanci delle cooperative che hanno l’ambizione di essere un baluardo contro ogni tentativo di infiltrazione illegale”.
Le centrali cooperative esprimono poi apprezzamento per il lavoro condotto dalle istituzioni a contrasto del crimine organizzato nel mondo dell’economia e del lavoro; “temi sui quali – aggiungono – a Reggio Emilia si continuano ad ottenere risultati importanti e, come nel caso dell’adozione del “badge di cantiere”, si mettono in atto iniziative che fanno scuola a livello nazionale. Il punto è, innanzitutto, distinguere con chiarezza tra il sistema cooperativo rappresentato dalle centrali storiche, che non ha mai registrato fenomeni di infiltrazioni criminali, e un pulviscolo di cooperative strumentali, spurie, tra le quali – non essendovi il filtro delle nostre organizzazioni – spesso si annidano forme di irregolarità, anche se non necessariamente di criminalità”.
“Su questo versante – aggiunge l’Alleanza delle cooperative di Reggio Emilia – siamo da sempre in prima linea contro le cosiddette false cooperative: una battaglia concreta a tutti i livelli che ci ha visto promuovere anche una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare e sostenere l’approvazione di normative regionali specifiche. Azioni attuate proprio a difesa delle cooperative autentiche, che sono le prime a essere danneggiate dalle irregolarità sulle quali vivono le false cooperative e, più ampiamente, le imprese di comodo che adottano, ad esempio, contratti che deprimono il valore del lavoro, con una immediata lesione dei diritti dei lavoratori e, contemporaneamente, con un inquinamento della corretta competizione che va a discapito, ovviamente, delle imprese che crescono sulla regolarità e la responsabilità”.
Le centrali cooperative evidenziano, inoltre, l’impegno costante sempre espresso nel segnalare situazioni anomale alle autorità competenti: “I fatti dimostrano che abbiamo sempre fatto la nostra parte, anche in casi evidenti di irregolarità, denunciando casi e situazioni anomale, come quella di decine di false cooperative reggiane riconducibili alla stessa sede fisica”.
Infine, dall’alleanza cooperative giunge un richiamo alla responsabilità condivisa: “Siamo sempre a disposizione delle istituzioni per una collaborazione autentica e concreta a contrasto dei fenomeni di illegalità e, da questo punto di vista, sollecitiamo nuovamente gli organi di controllo a porre attenzione su dinamiche competitive che possono risultare distorsive, ma anche a promuovere nuove relazioni tra chi richiede e chi offre prestazioni, perché se se le irregolarità permangano, e sono in carico non solo alle false cooperative, significa che sia la committenza pubblica che privata non oppongono sufficienti barriere all’ingresso di questi soggetti nell’economia”.
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