REGGIO EMILIA – Tutto esaurito per la festa in onore di Alessandro Altobelli, organizzata dall’Inter Club Reggio Emilia e dal suo presidente Carlo Codazzi, all’Agriturismo Il Bove di Sesso. Una serata tra sapori, aneddoti e pensieri a ruota libera in cui il Campione del Mondo del 1982 ha subito precisato che il gol più importante l’ha segnato con un’altra maglia, quella azzurra: “Volevo lasciare un segno nel mondiale. Non ero titolare ma in finale dopo pochi minuti si infortunò alla spalla “Ciccio” Graziani. Con Graziani siamo amici e gliela dico sempre questa cosa: appena lui si fece male, mi sono cambiato subito e messo a bordo campo per influenzare il C.T. Bearzot che, infatti, mi fece entrare. Segnai la rete che chiuse la partita. Poi vidi dopo la finale la registrazione TV con il Presidente Pertini che diceva a gran voce: ” Non ci prendono più”. Una soddisfazione enorme”.
L’Inter è stato il primo e unico amore calcistico di “Spillo” :”Tifo Inter fin da bambino – la risposta immediata -. Quando mi ha acquistato dal Brescia sono stato felicissimo e ho firmato il contratto in bianco. Scrivete la cifra che volete dissi ai dirigenti nerazzurri. “Il calcio di oggi non piace a Spillo. “Il gioco è peggiorato e gli allenatori insistono con la costruzione dal basso così la difesa avversaria si mette a metà campo mentre i centrocampisti e gli attaccanti ti chiudono tutti gli spazi e non esci più – ha spiegato -. Meglio rinviare lungo col portiere e se il pallone arriva ai difensori avversari puoi aggredirli subito perché la squadra è già piazzata nella loro metà campo.”
La chiusura di Spillo è sulla Nazionale fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva: “Stupisce che nell’immediato post Bosnia non si sia dimesso nessuno. Nell’86 uscimmo agli ottavi nei mondiali e Bearzot si dimise subito. Non andiamo al mondiale per la terza volta ed è una follia. Non è solo colpa dell’allenatore che qualcuno ha pur scelto. Ci sono tanti responsabili ma quando non ci siamo qualificati per i mondiali in Qatar non si è dimesso nessuno.”







