CORREGGIO (Reggio Emilia) – Le distorsioni che attraversano oggi il dibattito pubblico, dalle fake news al negazionismo scientifico, dal potere degli algoritmi delle big tech alla propaganda degli autocrati. Milena Gabanelli ha detto la sua nella serata sul tema dell’Attacco alla Verità.
“La verità è una cosa che non esce neanche dalle aule giudiziarie. Di solito ne esce una verità giudiziaria, che non necessariamente è la verità storica, e quindi dà questo eccesso di piacere di pronunciare e dire sempre la verità, come se qualcuno l’avesse in tasca. Io comincerei a prenderne un po’ le distanze”.
Quanto queste manipolazioni incidono sulla qualità della vita di persone e democrazia? “Quello che ci allontana dalla comprensione della complessità dei fatti è proprio l’ignoranza intesa come pigrizia mentale, non come titolo di studio. Se riuscissimo a sconfiggere questa pigrizia e dire ‘vorrei capire meglio’ e quindi non ascoltare sempre la campana che mi suona a favore, ma sentire anche le altre cercando di capire quali sono le prove che mi portano all’evidenza di un determinato argomento, di un determinato fatto, di una determinata situazione, probabilmente forse saremmo anche persone migliori”.
Quale ruolo può avere il giornalismo nel favorire un risveglio critico collettivo? “L’informazione è l’aria pura che respiriamo ogni giorno perché più è approfondita, più è corretta, più è verificata, meno ostacoli ha, più ci rende consapevoli e quindi in grado di fare delle scelte che siano meno pilotate e magari un po’ più corrette. Ma questo dipende da noi”.
Reggio Emilia Correggio informazione Milena Gabanelli





