REGGIO EMILIA – I motivi della lite, degenerata in rissa, sono tra i dettagli che la polizia sta cercando di mettere insieme. La situazione di tensione si è verificata intorno alle due di notte, nella zona compresa tra la fontana ottocentesca dei giardini e piazza della Vittoria.
Due gruppi di giovani si sono affrontati. E’ stato l’arrivo della polizia a porre fine alle violenze. Alla vista dei lampeggianti, diversi dei presenti sono fuggiti. Il bilancio è di cinque feriti, di età comprese tra i 19 e i 23 anni. Il più grave, un ventenne, si trova ora ricoverato in ospedale, sotto osservazione, per una lesione da taglio al petto, una ferita che ha rischiato di coinvolgere un polmone. Una volta accertato che la sua vita non era più in pericolo, i medici hanno sciolto la prognosi.
Il massiccio intervento da parte sia delle forze dell’ordine che degli operatori sanitari è mostrato dagli scatti di un passante che si è imbattuto nei soccorsi. “Il Parco del Popolo era come un campo di battaglia” ci ha raccontato al telefono, spiegando di avere notato il ragazzo ferito al torace, un altro malcapitato con la testa completamente fasciata, un altro ancora che, con un taglio alla gola, chiedeva aiuto dicendo di sentirsi morire. Fanno parte della sua testimonianza le grida di vendetta di uno dei ragazzi, rivolte a chi aveva sferrato i colpi. Diverse le persone identificate nell’immediato dalla polizia, che ha trovato a terra dei cocci di bottiglia, che potrebbero essere stati utilizzati come arma impropria, assieme a catene o coltelli.
Rabbia e profondo disappunto sono stati espressi dal sindaco Marco Massari:”Uun episodio violento dalle conseguenze gravi di cui non avremmo mai voluto parlare. Mi auguro – queste le parole del primo cittadino – che i responsabili vengano identificati. Non mi stancherò mai di dire che servono organici adeguati alle forze dell’ordine. Chiederò urgentemente alla prefettura la convocazione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare l’accaduto e trovare insieme soluzioni efficaci”.
Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco dei carabinieri Sim, rivolgendosi in particolare al nuovo prefetto: “Quanto accaduto è l’ennesima conferma di una criticità che il sindacato denuncia da tempo. Un avvicendamento al vertice deve essere un segnale di riscossa, non un semplice cambio di firma. Guardiamo con attenzione a questa ‘aria di novità’, ma siamo realisti: la sicurezza non si fa con i saluti istituzionali, si fa con il controllo del territorio e la tutela di chi lo garantisce. Il Sim esige una visione aggiornata e una risposta muscolare alle problematiche che affliggono Reggio Emilia”.
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