REGGIO EMILIA – La provincia di Reggio Emilia, nonché il comune capoluogo, sono tra i luoghi più colpiti dalle emissioni di ammoniaca e gas serra generati da allevamenti bovini, suini e avicoli in tutta la pianura padana, già di per sé una delle aree più inquinate d’Europa. Emissioni che, dal 2017 al 2023 – ultimo anno di cui si dispone di una completezza di dati – sono rimaste sostanzialmente invariate.
Questa è la fotografia del nuovo rapporto di Greenpeace Italia “Padania avvelenata“, che stima le emissioni degli allevamenti dell’ecoregione padana dove si concentra gran parte della produzione zootecnica italiana. Lo studio, realizzato con il supporto delle ricercatrici dell’Università di Siena, rivela che a emettere maggiori inquinanti nell’atmosfera sono gli allevamenti delle province di Brescia, Cremona e Mantova. In queste due speciali classifiche la nostra provincia si colloca in nona posizione.

Per quanto riguarda i singoli comuni dell’ecoregione, Reggio Emilia è prima per emissione di gas serra, metano e protossido di azoto, ed è seconda dietro a Fossano (provincia di Cuneo) per emissioni di ammoniaca. Quest’ultimo gas viene emesso dalla gestione dei reflui zootecnici e dall’uso di fertilizzanti azotati.

Guardando i dati, è evidente la necessità di un cambio di passo. Secondo Greenpeace Italia, “Urge una riconversione del settore zootecnico, che metta al centro le aziende agricole di piccole dimensioni anziché il sistema dei grandi allevamenti”. A questo scopo, negli ultimi due anni l’associazione, insieme ad altre, ha portato all’attenzione della politica il problema, presentando in Parlamento una proposta di legge per dire no a nuovi allevamenti intensivi: il testo è tuttavia ancora in attesa di essere discusso alla Camera.
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