REGGIO EMILIA – E’ tornata a Reggio, Nicole Pellegrini l’infermiera dell’Ausl che per quasi dieci giorni ha aiutato la popolazione venezuelana colpita da un terribile terremoto il cui bilancio provvisorio è di 3685 vittime accertate.
Un’esperienza toccante, iniziata al termine di un normale turno in ospedale a Reggio Emilia e cominciata nemmeno 24 ore dopo, trasportata nell’inferno del Venezuela stravolto dal terremoto. La straordinaria esperienza umanitaria di Nicole Pellegrini, infermiera dell’Ausl di Reggio, è iniziata all’improvviso. Una richiesta di aiuto, e lei ha subito detto sì.
“Ho ricevuto una chiamata dal mio coordinatore alle 17 del 25 giugno… Mi fa: ‘Hai il passaporto valido? Forse c’è da andare in Venezuela, sei disponibile? Puoi pensarci 5 minuti’. Ho capito che era una roba imminente”.
La mobilitazione dell’Emilia-Romagna per la maxi emergenza è scattata qualche ora dopo. Da Reggio, Parma e dalla Romagna hanno raggiunto di notte l’aeroporto militare di Pratica di Mare per aggregarsi al contingente di 35 sanitari da tutta Italia e ai Vigili del Fuoco
“Nell’aereo eravamo tutti insieme. Una volta atterrati vicino a Caracas, ci siamo divisi: noi gruppo sanitario e poi i Vigili del Fuoco con le loro specialità”.
Nicole, e gli altri sanitari, sono assegnati a Caraballeda, epicentro del sisma, una città costiera letteralmente rasa al suolo. Qui, dove migliaia di feriti affollano strutture di fortuna, il primo turno di notte di Nicole diventa un drammatico battesimo del fuoco.
“Appena arrivati, non abbiamo fatto in tempo a darci le consegne che ci hanno attivato: appena fuori dal campo stavano estraendo dei bambini… Abbiamo preso quello che avevamo di pediatrico, i monitor… Noi aspettavamo a 15 metri dalle macerie. Quella notte ha diluviato, l’alluvione non ha facilitato i tempi. Purtroppo, non siamo riusciti a prenderli in consegna”.
Macerie e fango delineano i contorni di una catastrofe inimmaginabile. Ma proprio all’interno dei container della speranza nasce una straordinaria catena di solidarietà tra i soccorritori italiani e il personale sanitario locale
“La nostra attività è stata collaborare con l’équipe di medici e infermieri venezuelani. Condividevamo questa sorta di container… Gli abbiamo dato una mano a risistemarlo, ad avere più chiarezza e ordine. Loro sono stati contentissimi del nostro aiuto.”
Un’esperienza dura, devastante nei numeri della tragedia, ma immensa nell’umanità che Nicole e gli altri sanitari italiani sono riusciti a portare fin laggiù.
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