REGGIO EMILIA – Chiostri di San Pietro gremiti per “Specchi – Gaza e noi”, dialogo teatrale con Paola Caridi, Tomaso Montanari e Nabil Bey Salameh. Lo spettacolo narra la situazione di Gaza tramite l’incontro fra due voci con esperienze differenti: quella della Caridi, che da anni si occupa dall’interno dell’oppressione del popolo palestinese, e quella di Montanari, che nella messa in scena veste i panni di un uomo che si addentra per la prima volta nella questione israelo-palestinese. Trait d’union una convinzione comune: quello che sta accadendo a Gaza rappresenta uno spartiacque sia da un punto di vista storico che morale. Sul palco ad accompagnare il dialogo fra Caridi e Montanari, le scenografie di Marco Sauro e la voce del cantautore palestinese Nabil Bey Salameh, che ha interpretato in musica alcune poesie da “Il loro grido è la mia voce. Poesie per Gaza”.
“C’è desiderio di sentire la voce di Gaza e per quanto possibile abbiamo provato a dar voce a chi non ce l’ha nel sistema mediatico, nel sistema politico e a chi non può uscire da quella prigione in cui è stato compiuto un genocidio, Gaza. Sono vite sepolte sotto le macerie, senza che si possa far loro nemmeno un funerale”, sottolinea Montanari..
“La voce dei palestinesi trova nel mio canto un prolungamento – spiega invece Nabil Bey Salameh – Faccio parte di quella realtà e quella storia e quindi risuonano in me la lingua, la letteratura e la cultura di quella terra”.
L’evento, prodotto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, è stato un antipasto della sesta edizione del Festival di Emergency, che anche quest’anno si terrà a Reggio dal 4 al 6 settembre.
Federico Ferretti
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