REGGIO EMILIA – Quando il re Vittorio Emanuele III, in visita a Reggio il 15 giugno 1922, dopo aver attraversato la città in auto fra due ali di folla, giunse all’Esposizione Agricola, Industriale e del Lavoro in piazza della Vittoria, ebbe parole di ammirazione per l’autore del monumentale portale d’ingresso. Quella lode fruttò al giovane architetto 31enne Prospero Sorgato la nomina a Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. La sua prima prova era stata, nel 1915, un edificio che non esiste più: lo chalet Bottazzi, poi Diana, nei Giardini Pubblici, un elegante padiglione in stile Liberty, dotato di un’ampia terrazza. Fra musiche e consumazioni di caffè e dolciumi, fece scoprire ai reggiani la somministrazione della birra alla spina. Sono del 1939 queste immagini di un concorso di bellezza di bambine e ragazze custodite nella fototeca Panizzi. Ultimi momenti di svago prima dei lutti della Grande Guerra.
Il portale dell’Esposizione del 1922 diede il via alla carriera di Sorgato. La rassegna era nata anche con l’ingenuo obiettivo di pacificare una città sconvolta un anno prima dalle violenze fasciste, con gli assalti al Consiglio comunale, alla sede della Camera del Lavoro e al giornale socialista La Giustizia. La marcia su Roma del 28 ottobre successivo e il sostegno del re a Mussolini spensero ogni residua illusione di veder finire aggressioni e soprusi. Lo chalet di Sorgato non esiste più, demolito negli anni Sessanta per costruire la scuola materna Diana. Esistono invece altri edifici da lui progettati: il Mercato Coperto, la Casa del Mutilato, l’ampliamento del Cimitero suburbano. Ce ne occuperemo nelle prossime puntate.
Guarda tutte le puntate del nostro approfondimento sui palazzi storici di Reggio
Reggio Emilia storia urbanistica palazzi storici architettura chalet Diana








