REGGIO EMILIA – Nell’agosto del 2018 Tg Reggio documentò il taglio indiscriminato di circa 40mila conifere in Alta Val d’Enza, con la conseguente devastazione dei boschi del Monte Ledo, tra Succiso e il passo della Scalucchia, e del Monte Segalari, poco sopra Ramiseto. Quattro anni più tardi, nel giugno 2022, sei persone furono denunciate a piede libero dalla Procura con l’accusa di disastro ambientale colposo, distruzione o deturpamento di bellezze naturali e altre ipotesi di reato. Le indagini, condotte dai carabinieri forestali del Nucleo Investigativo del Gruppo di Reggio e coordinate dal sostituto procuratore Piera Giannusa, chiarirono che il disboscamento era stato autorizzato dall’Unione Montana e dal Comune di Ventasso. Ma il procedimento, secondo gli inquirenti, era stato viziato da diversi illeciti.
Ora, dopo altri quattro anni, la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini ai sei indagati. Ne dà notizia la Gazzetta di Reggio, precisando che si attende l’eventuale fissazione dell’udienza preliminare. Il progetto approvato a suo tempo dagli enti locali prevedeva la ricostituzione del bosco, con la piantumazione di circa 4mila tra faggi e aceri entro tre anni dai tagli. Ma nell’estate del 2021, i sopralluoghi dei carabinieri forestali portarono alla conclusione che gli alberi non erano stati ripiantati, se non in minima parte. Dei sei indagati, tre sono tecnici e dipendenti pubblici reggiani coinvolti nel procedimento autorizzativo, uno abita in Friuli e due sono cittadini austriaci, dipendenti dell’azienda che eseguì i lavori, la Klade, su incarico della ditta Amabile Legnami di Udine. I servizi di Tg Reggio del 2018 sul taglio di 40mila alberi non suscitarono all’epoca reazioni di sorta.
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