REGGIO EMILIA – Bambini e ragazzi nelle piazze e in ogni angolo della città, spettacoli e storie da leggere e ascoltare, messaggi di pace affidati ai venti che attraversavano le girandole azzurre. Come venti è il numero di anni di Reggionarra, il grande festival dell’arte del narrare che è diventata una delle manifestazioni più attese dalle famiglie reggiane.
E l’edizione 2026 lo ha confermato: circa 15 mila persone hanno invaso Reggio nella tre giorni, fino a domenica, che si è aperta venerdì pomeriggio con il partecipato, e colorato, corteo lungo le vie e le piazze dell’esagono.
Promosso dal Comune di Reggio, dall’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia e da Reggio Children, curato dall’attrice Monica Morini, Reggionarra si basa da sempre su una semplice idea: portare in piazze, parchi, cortili, teatri, biblioteche e librerie, quello che quotidianamente accade all’interno delle strutture educative, recentemente tornate alla ribalta nazionale grazie alla visita di Kate Middleton. Il tema dell’edizione 2026 è stato ‘tutto è possibile’, in riferimento proprio all’arrivo a Reggio di sua Altezza Reale la principessa del Galles.
Sono stati più di 130 gli appuntamenti in 36 luoghi della città e anche della provincia, tra mostre narrate, oggetti animati e storie in movimento, burattinai e musicisti, reperti speciali ai Musei Civici, giostre realizzate con materiali di riciclo, il circo ai giardini e l’Alveare delle Storie che ha occupato il Teatro Valli. E poi storie a non finire, che si sono infilate in ogni angolo della città, per una manifestazione unica nel suo genere.
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