LUZZARA (Reggio Emilia) – “Profondo rammarico e forte preoccupazione” sono stati espressi dalle strutture nazionali di Fim e Fiom per il “grave passo indietro” del gruppo Fulchir nell’acquisizione della Bcs, storica azienda nella progettazione e nell’assemblaggio di trattori che conta tre siti produttivi a Luzzara, Abbiategrasso e Cusago (Milano).
A darne notizia sono le stesse organizzazioni sindacali attraverso una nota unitaria: “Il tavolo di ieri doveva segnare la svolta: la procedura ex art. 47 per il passaggio del personale alla Newco del gruppo Fulchir e la ripartenza produttiva”. Ma poi, scrivono le sigle, “il Gruppo Fulchir ha dichiarato l’intenzione di ritirarsi dall’accordo prospettato, adducendo le criticità finanziarie pregresse, i debiti verso i fornitori strategici e i rischi legati alla gestione della vecchia società”. Questa “marcia indietro”, attaccano, “smentisce clamorosamente gli annunci degli scorsi giorni”.
Ora, proseguono, “l’unica strada seria e percorribile per tutelare la continuità produttiva e la forza lavoro è l’immediata attivazione dell’amministrazione straordinaria“, cioè, “lo strumento indispensabile per congelare la massa debitoria e mettere in sicurezza gli stabilimenti dalle azioni dei creditori”. Inoltre, concludono sottolineando che “non c’è più un solo minuto da perdere”, lo strumento “garantisce inoltre una transizione trasparente sotto la guida di un commissario pubblico, offrendo agli investitori una cornice giuridica sicura per rilevare le attività”.
BCS, salta il rilancio del Gruppo Fulchir: a rischio lo stabilimento di Luzzara










