LUZZARA (Reggio Emilia) – Brusca frenata per la vertenza del Gruppo BCS, lo storico marchio di macchine agricole con stabilimenti a Luzzara, Abbiategrasso e Cusago.
Durante l’ultimo incontro di ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il potenziale acquirente Gruppo Fulchir ha ritirato la propria proposta di rilancio. A pesare sul tavolo negoziale sono state le forti perplessità sollevate dai sindacati Fim e Fiom e dalle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna: il piano industriale è stato giudicato troppo generico, privo di garanzie immediate sugli investimenti, legati all’approvazione del piano concordatario, e carente sulla liquidità necessaria alla ripartenza produttiva dopo la pausa estiva.
Forte preoccupazione anche sul fronte occupazionale, dato che la bozza stimava il mantenimento iniziale di soli 200 posti di lavoro a fronte dei 430 totali odierni. Di fronte allo stallo, le sigle sindacali chiedono ora l’attivazione dell’amministrazione straordinaria. L’obiettivo è guadagnare tempo prezioso per trovare partner solidi e salvare tutti i siti produttivi.








