REGGIO EMILIA – Un normale controllo svolto dai carabinieri in zona stazione intorno alle 14 si è trasformato in un pomeriggio ad alta tensione. Nel corso delle verifiche su alcune persone in viale IV Novembre, la reazione violenta di un uomo sprovvisto di documenti ha innescato una situazione di forte criticità.
Il soggetto ha opposto una violenta resistenza, strattonando i militari e accennando una fuga a piedi tra i passanti, prima di essere definitivamente bloccato con l’utilizzo dello spray urticante. Identificato per un 26enne nigeriano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per resistenza, minacce, violenza e lesioni personali a pubblico ufficiale. Tre carabinieri sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche, venendo dimessi dal pronto soccorso con una prognosi di 6 giorni l’uno.
Durante le concitate fasi dell’intervento, attorno ai militari si è radunata una folla che ha rivolto gravi minacce al loro indirizzo. “Un plauso all’altissima professionalità e prontezza dei carabinieri, supportati con tempestività dai colleghi della questura e della polizia locale, hanno evitato che la situazione degenerasse in conseguenze ben peggiori”, il commento del sindacato Sim dei carabinieri.
“Da parte dell’amministrazione comunale, esprimo solidarietà ai carabinieri feriti durante una colluttazione avvenuta nelle vicinanze della stazione”, le parole del sindaco Marco Massari. “Chi sbaglia deve pagare; la convivenza civile e pacifica non può essere messa in discussione. A tutte le forze dell’ordine rinnoviamo la disponibilità al massimo supporto, per le nostre competenze, così come rinnoviamo al governo la richiesta di potenziare gli organici per ridurre i rischi per la comunità e per chi lavora ogni giorno per garantire l’ordine pubblico delle nostre città”.
Per Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, “quanto accaduto non rappresenta un episodio isolato né una fatalità imprevedibile. Questo episodio certifica il fallimento politico dell’amministrazione, che in questi anni ha privilegiato l’ideologia al ripristino della legalità. Quando lo Stato viene aggredito mentre esercita la propria autorità, significa che qualcosa si è rotto profondamente nel rapporto tra legalità e territorio”.
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