REGGIO EMILIA – “L’offerta privata è molto appannaggio delle persone che possono permettersela. Chi ha meno soldi si deve affidare al servizio pubblico. L’aumento di questo problema rischia di mettere in crisi un sistema che opera come può. E’ necessario sicuramente investire nelle professionalità”. A dirlo il segretario provinciale della Cgil Cristian Sesena.
In tempi di tagli alla sanità, la salute mentale rischia di diventare un lusso. La situazione emerge dall’indagine svolta dalla Cgil attraverso un questionario sottoposto a quattromila reggiani. Tra i laureati che hanno cercato una soluzione a problemi di disagio psichico solo il 13% ha scelto il canale pubblico, una quota che è più del doppio tra le persone con licenza media quanto a titolo di studi raggiunto.
Precarietà lavorativa e isolamento sociale sono i fattori alla base dell’aumento delle richieste di presa in carico, dicono i dati raccolti. L’iniziativa della Camera del Lavoro era nata all’indomani dell’omicidio in città del pizzaiolo Raffaele Stipa, ucciso da un 43enne gravemente disturbato. La fragilità mentale riguarda anche l’autore dell’aggressione di domenica scorsa al distributore di via Martiri di Cervarolo. ‘Casi che abbiamo ovviamente attenzionato con grandissima attenzione, ci parlano quasi sistematicamente di una risposta del sistema sanitario che c’era stata e che poi è stata abbandonata in maniera volontaria da parte delle persone. Ci stiamo interrogando su questo – ha detto il Presidente della Regione Michele De Pascale -, su cosa può fare il sistema sanitario regionale per rafforzare la sua capacità proattiva di convincere le persone a rimanere nei servizi’.
L’Emilia-Romagna chiede più risorse dal Fondo Sanitario Nazionale, dice il presidente De Pascale che ha parlato di un piano di riorganizzazione in corso a livello regionale per mantenere aperti 24 ore su 24 i centri di salute mentale. ‘Consentirebbe di avere una reperibilità psichiatrica su un centro di salute mentale a Reggio Emilia aperto sulle 24 ore. Un modo per avere un accesso diretto anche in ore attualmente non coperte. E’ un progetto legato al trasloco del Diagnosi e cura da Correggio in città’ ha aggiunto Gian Maria Galeazzi, direttore dipartimento Salute Mentale Ausl.
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