REGGIO EMILIA – La storia di Realco è arrivata al capolinea. Giovedì 8 ottobre i soci sono convocati in assemblea straordinaria per deliberare lo scioglimento anticipato della società e la sua messa in liquidazione. Con la nomina del liquidatore, all’ordine del giorno sempre giovedì prossimo, si conclude una vicenda imprenditoriale iniziata nel 1959 e durata quasi 70 anni. L’assemblea straordinaria si svolgerà nella sede centrale di via Pertini, a Pieve Modolena, andata all’asta due mesi fa e acquistata da Transcoop.
La convocazione dell’assemblea è firmata da Andrea Artoni, che da fine luglio è diventato socio Conad con il suo supermercato di San Polo, ma è tuttora presidente del consiglio di amministrazione di Realco. Era stato nominato alla guida della cooperativa nel febbraio 2024, al posto di Donatella Prampolini. All’epoca Realco sembrava in piena salute, ma i fattori che hanno portato alla crisi erano già in azione.
Al liquidatore toccherà il compito di tentare di trovare compratori per quella parte del patrimonio aziendale che non è stato possibile vendere nelle tre aste di giugno e agosto. I negozi invenduti e oggi chiusi sono 17, tre dei quali in provincia di Reggio: gli Ecu del Lungo Crostolo, di Carpineti e di Rio Saliceto. La società ha ancora in pancia anche una parte del patrimonio immobiliare, come lo stabile all’interno del quale c’era il cash & carry di via Rosmini a Rivalta.
Questo esito era inevitabile? Giunti a questo punto, probabilmente sì. Venduti la sede, il magazzino e i negozi più appetibili, che futuro poteva avere la società? Il destino di Realco si è giocato probabilmente nei primi mesi dell’anno. Dopo la presentazione della domanda di concordato preventivo, gli incontri con Crai, Migross, Consorzio Europa e Dit-Distribuzione italiana sembravano promettenti. Ma al dunque nessun operatore si è fatto avanti con una proposta che prevedesse il salvataggio dell’azienda nel suo insieme.
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