REGGIO EMILIA – Nessuna spiegazione apparente, nessun legame finora emerso tra il presunto aggressore e le sue tre vittime. La notizia più importante è che le persone ferite – una donna di 66 anni, una di 24 e un uomo di 49 – stanno bene, nel senso che la loro vita non è in pericolo, nonostante abbiano riportato diversi traumi e siano state sottoposte a interventi chirurgici. Hanno già fatto alcune dichiarazioni informali e ci sono le telecamere, che in parte hanno ripreso la scena. La procura diretta da Calogero Paci, che sta coordinando la squadra mobile, deve coprire ancora alcune caselle, ma ha formulato una prima ricostruzione dei minuti di follia al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo in città.
Ore 19 di domenica: un uomo arriva a forte velocità nell’area di servizio a bordo di una Seat nera, con la vettura tampona l’auto di una donna che è già alla colonnina a fare rifornimento; scende e, senza dire una parola, si avventa sulla 66enne. La colpisce all’addome con un cacciavite. Lei si accascia a terra, una coppia la vede e accorre. L’aggressore nel frattempo risale in auto e riparte, poi, tempo pochi secondi, torna nell’area di servizio e investe i due soccorritori, secondo gli inquirenti di proposito. La sua fuga dura un’ora circa: la polizia lo rintraccia nei pressi della sua abitazione e lo arresta.
Per gli investigatori, il responsabile dei fatti è Mena Istafanous, 26 anni, di nazionalità italiana, nato a Reggio da famiglia di origini egiziane. E’ in carcere accusato di tentato omicidio aggravato. L’ipotesi terroristica non è in campo. Gli investigatori hanno perquisito l’abitazione e naturalmente faranno altri accertamenti. Dalle prime verifiche non ci sono elementi che fanno pensare a una vicinanza con il fondamentalismo islamico. La pista principale sarebbe quella di eventuali problemi psichiatrici legati alla tossicodipendenza. Il 26enne aveva recentemente iniziato un percorso al Centro di salute mentale, ma, dopo un primo colloquio, non si era presentato al secondo.
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