REGGIO EMILIA – Da domani (sabato 4 luglio) prendono il via a Reggio e in Emilia-Romagna i saldi estivi, destinati a proseguire per sessanta giorni. Un appuntamento atteso dai consumatori, a caccia di occasioni su abbigliamento, calzature e accessori, ma anche dai commercianti per i quali gli sconti rappresentano ancora una boccata d’ossigeno e una possibilità concreta per recuperare liquidità in un settore che continua a vivere una fase di difficoltà.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno ogni famiglia spenderà mediamente circa 200 euro per l’acquisto di prodotti in saldo. Tra le associazioni di categoria adesso il dibattito si sta concentrando sul periodo in cui realizzare gli sconti. Per Confesercenti i saldi hanno perso gran parte del loro significato a causa delle promozioni diffuse durante tutto l’anno.
Secondo una ricerca Ipsos, oltre un terzo degli italiani avrebbe già effettuato acquisti scontati prima dell’avvio ufficiale della stagione dei ribassi, con effetti negativi soprattutto per i negozi di vicinato.
Una lettura che non convince Confcommercio Reggio: per l’associazione il problema non è il calendario, ma riguarda la profonda trasformazione che sta attraversando il commercio, l’attrattività dei centri storici e del commercio locale. Marco Merola, presidente di Federmoda Confcommercio Reggio Emilia: “Il commercio nei centri storici chiede un cambio di approccio. Non basta spostare una data sul calendario né aumentare gli eventi, ma occorre riportare il cliente acquirente al centro delle politiche commerciali. I saldi non possono essere l’unica risposta ad una trasformazione epocale che sta investendo il commercio, serve una visione nuova dei centri storici, luoghi non solo di acquisto, ma di relazione di cultura, servizi ed esperienze. Il futuro del commercio non si decide spostando la data sul calendario ma costruendo un progetto condiviso di città”.
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