REGGIO EMILIA – Una crisi lunga due anni, debiti per circa tre milioni di euro con dipendenti, medici, fornitori e banche. Ora uno spiraglio, legato ad una offerta di acquisto arrivata dopo l’apertura di una procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa. Di fine 2025 e inizio 2026 i primi decreti ingiuntivi.
Sono settimane cruciali per il futuro del poliambulatorio privato Centro Palmer di via Isacchi a Reggio. Una sede importante, quella inaugurata nel 2021 all’angolo con via Kennedy, in un processo di crescita e consolidamento partito nel 1986 con una accelerazione importante dal 2013 al 2019. Una crescita che ha però avuto un brusco stop nel 2024. Divergenze tra i soci si risolsero con l’acquisto da parte dell’attuale socio unico e amministratore Giacomo Magrì delle quote detenute dalla dottoressa Elena Cavandoli e dalla dottoressa Francesca Valli. Successivamente i volumi d’affari hanno subito un brusco calo, passando da 5,1 a 3,3 milioni. Stessi costi, investimenti avviati, meno soldi in cassa.
Sul tavolo dell’esperta nominata dal Tribunale per gestire la crisi, la dottoressa Federica Zaniboni, c’è una offerta irrevocabile d’acquisto da un milione e 450 mila euro depositata da un importante gruppo lombardo del settore, pronto a proseguire l’attività nella sede di via Isacchi a Reggio e di via Matteotti a Rubiera, presidio di più recente apertura. Come previsto dalla procedura, se vi fossero altri soggetti interessati all’acquisto del Palmer, potranno farsi avanti e fare una offerta dal 31 agosto al 3 settembre.
Alla finestra i tanti creditori: i proprietari della sede di via Kennedy per i canoni di locazione, medici, società sportive, fornitori tecnici per un totale fotografato al momento della richiesta della procedura in 1,9 milioni, diverse banche per 1,1 milioni e i dipendenti (200mila euro). Un conto nel quale manca l’Erario.
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