REGGIO EMILIA – A due anni dalla vicenda è stato condannato a 8 anni e 2 mesi di reclusione il 51 enne Cristian Chesi per l’omicidio del 63enne Stefano Daveti. Così ha deciso il giudice Luca Ramponi pronunciando la sentenza al termine di un processo che si è svolto con rito abbreviato.
L’episodio di sangue risale al 21 giugno del 2024, quando a Morsiano di Villa Minozzo, la vittima fu trovata con gravi ferite nella sua camera da letto. L’uomo morì in ospedale per le lesioni causate da colpi di spranga, sferrati in seguito a una lite. Nel corso dell’udienza l’imputato ha ammesso le responsabilità in lacrime. Di fatto si è trattato di dichiarazioni autoaccusatorie. ‘Sono stato io, ma non volevo’, ha detto chiedendo scusa ai familiari della vittima.
Il pm Maria Rita Pantani, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 15 anni e 4 mesi di pena facendo riferimento alle aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa, escluse però dal giudice che ha invece accolto le richieste dei difensori di Chesi, gli avvocati Domenico Noris Bucchi e Leonardo Teggi, che puntavano a un contenimento della pena. Così è stato perché sono state concesse le attenuanti generiche, e l’attenuante dell’aver agito in uno stato d’ira dovuto a un fatto ingiusto altrui, vale a dire l’essere stato provocato, dato che, secondo le ricostruzioni, l’imputato sarebbe intervenuto in difesa del padre, che era stato provocato e aggredito dalla vittima.
I fratelli di Stefano Daveti hanno ritirato la costituzione di parte civile dopo aver ottenuto un risarcimento dall’imputato.
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