REGGIO EMILIA – A causa del caldo estremo e della siccità, la vendemmia anche nella nostra provincia sarà anticipata di circa 15 giorni rispetto agli scorsi anni.
“E’ una delle prime volte che accade, avevamo avuto annate in cui iniziava in anticipo, ma sempre a cavallo della prima settimana di settembre. Quest’anno sarà da metà agosto”, le parole di Matteo Franceschini, presidente provinciale Coldiretti. Trascorso il ferragosto, l’uva dei nostri vigneti sarà già pronta per essere vendemmiata: il caldo e la siccità ne hanno anticipato la maturazione. Franceschini è un viticoltore, lo incontriamo nella sua azienda a Prato di Correggio. Sono 2.500 le aziende vitivinicole nella nostra provincia, che coprono circa 8 mila ettari: le prime uve a essere vendemmiate saranno come sempre quelle bianche. “La Spergola, che costituisce il 2%, poi l’Ancellotta, circa il 50%”.
Per ultimo, il grande protagonista, il Lambrusco: “La qualità quest’anno sarà buona, ma per la quantità entrano in scena diverse variabili. Problemi fitosanitari non ne abbiamo avuti, ma la scarsità di pioggia e il caldo eccessivo compromettono la quantità”. I viticoltori hanno dovuto ricorrere molto all’irrigazione: “Per fortuna preleviamo da Po, ma già dall’Enza e dal Secchia ci sono problemi”.
Alla siccità si sono aggiunti poi i danni del maltempo. “Il forte vento ha provocato danni alle strutture, le assicurazioni pagano i danni all’uva ma non alle strutture”. In questo contesto, diventa sempre più difficile per i viticoltori trarre profitti: “C’è ricambio generazionale, ma se non ci sono profitti questo poi sparisce”.
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