REGGIO EMILIA – Non un corteo come sabato scorso, ma una assemblea ai giardini pubblici. Un centinaio gli studenti presenti su chiamata del collettivo Rabun. Al centro della discussione i problemi della scuola e gli investimenti per l’istruzione e una riflessione sugli episodi di violenza degli ultimi giorni in città a noi vicine, per non parlare della Francia.,
“La vera violenza consiste nel mettere a disposizioni i soldi degli italiani per le armi dei conflitti internazionali”, dice a nome del Coordinamento Rabun Matteo Motta. “La violenza esplode quando non si riescono più a sopportare certe condizioni di vita”, aggiunge Federico Rivi sempre come voce dello stesso Coordinamento Rabun.
Chiediamo ai manifestanti se non provino rabbia nei confronti di quei loro coetanei che hanno provocato vandalismi e incidenti dunque offuscando le ragioni della protesta studentesca.
“La rabbia é più verso la strumentalizzazione di queste scene da parte degli organi di informazione” dice Rivi.
Su cosa insisterà la protesta?
“Ad esempio contro il tetto agli studenti stranieri in classe oppure contro il divieto di indossare burqa e niqab”, dice ancora Federico Rivi.
Una protesta che é solo un punto di partenza dicono i manifestanti, altre iniziative accompagneranno i prossimi giorni e le prossime settimane. Una delle colonne sonore dell’agitazione é la nuova canzone del trapper reggiano Gani: il titolo del brano pubblicato sui social, da pochi giorni, “anime escluse”, dice molto.
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