REGGIO EMILIA – E’ appena terminata l’estate più calda della storia e sui luoghi di lavoro già si pensa alla prossima. In questi giorni i sindacati stanno ponendo il tema ai tavoli di trattativa.
L’ultimo accordo è stato firmato alla Rovatti e Figli Pompe di Fabbrico: per la prima volta è stato istituito un orario per il periodo estivo che nei prossimi anni permetterà alle operaie e agli operai di non lavorare nei momenti più caldi della giornata. Una riduzione a sette ore e mezza al giorno, con la retribuzione che resta uguale a quella delle otto ore: un calo complessivo di trenta ore, da metà giugno a metà settembre, tutto a carico dell’azienda.
A firmare sono stati i legali rappresentanti della società, le Rsu interne e la Fiom Cgil. Una simile intesa è stata siglata anche alla CSF Inox di Montecchio. Il tema è sul tavolo di trattativa in altre realtà aziendali della nostra provincia, sempre di medie dimensioni e con ambienti non adeguati alle elevate temperature con cui dovremo convivere nelle prossime estati.
“I picchi di calore non sono più un’eccezione ma la norma, e ogni estate nelle aziende in cui non sono stati installati condizionatori in officina si rischiano malori per il troppo caldo, per questo occorre provare a modificare l’organizzazione del lavoro e gli orari a tutela della condizione lavorativa – ha detto Sabrina Giovanelli della Fiom – E’ importante che l’orario di lavoro sia stato modificato a partire dalle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori e non solo delle esigenze produttive”.
Il tema sarà al centro dell’assemblea dei 150 delegati della Fiom in programma il prossimo 18 novembre.
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