REGGIO EMILIA – Fragilità e risorse che nascono nelle difficoltà, un ambiente e persone che aiutino a liberare le proprie competenze. C’è tutto questo nelle 35 creazioni in ceramica che fino al 7 novembre rimarranno esposte nello spazio comunale di via Farini 1 in città. Il risultato è frutto di un percorso durato mesi del Collettivo artistico Terzo Corpo, laboratorio nato all’interno del centro socio-occupazionale Ecocreativo che ha sede a Rubiera ed è gestito dalla cooperativa L’Ovile. Significativo il nome scelto per l’installazione: Serotinìa.
“La serotinìa – spiega Emanuele Mussini, responsabile di Ecocreativo – è una proprietà di alcune piante di germogliare solo in determinate condizioni; tutti noi abbiamo valori e competenze che sappiamo far emergere solo in determinate condizioni, il nostro compito è creare quelle condizioni”.
Condizioni che determinano un’apertura, una possibilità. Un concetto che gli stessi artisti, coi loro corpi e sguardi, hanno reso fisicamente durante la giornata inaugurale della mostra. Seguendo l’idea dell’artista visiva e regista teatrale Francesca Catellani, che con il Collettivo Terzo Corpo aveva già portato in scena lo spettacolo ‘Come la neve’, si sono messi letteralmente in vetrina, rimanendo fermi e in silenzio. Un modo per dire al mondo e agli altri: siamo qua, iniziamo assieme una relazione, un dialogo.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 10.30; nei pomeriggi di mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19, il sabato dalle 9,30 alle 19.
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