REGGIO EMILIA – Edoardo Gatti aveva speso la vita a chiedere giustizia per la morte del fratello Edmondo Domenico Gatti, che era il pilota del Dc9 abbattuto ad Ustica. Per la strage del 27 giugno 1980, che causò la morte di 81 persone in viaggio tra Bologna e Palermo, Itavia, la compagnia del Dc-9, ha ottenuto quattro anni fa come risarcimento in sede civile dai ministeri della Difesa e delle Infrastrutture 330 milioni di euro. Parte di quel denaro sarebbe stato usato da due ex amministratori della società, passata dall’amministrazione straordinaria alla liquidazione, per coprire debiti bancari per la loro scalata, ma anche per spese di lusso, come Rolex e soggiorni in resort in giro per il mondo. E’ questo il quadro che emerge dalle indagini, condotte dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf e coordinate dal pm di Milano Bruna Albertini, che hanno portato al sequestro preventivo finalizzato alla confisca di quasi 130 milioni di euro a carico degli ex componenti del cda di Aerolinee Itavia, Jacopo Di Stefano e Marco Scorzoni, e in particolare di società a loro riconducibili.
Le accuse contestate nell’inchiesta, che vede indagati anche l’ex liquidatore e i rappresentanti del collegio sindacale, sono, a vario titolo, riciclaggio, infedeltà patrimoniale e appropriazione indebita. In sostanza, i due ex amministratori avrebbero ripianato parte dei debiti bancari che avevano contratto per diventare azionisti di maggioranza e controllare di fatto Itavia, svuotando il patrimonio della società di una grossa fetta di quei risarcimenti ottenuti dalla compagnia, con sede a Bologna e le cui ‘vicende societarie – scrive il gip – sono ‘inevitabilmente segnate dalla strage di Ustica’. Nelle 21 pagine del decreto del gip vengono segnalati pagamenti da 95mila euro ad un negozio che vende Rolex, ma anche da oltre 7500 euro per ‘Sotheby’s London, nota casa d’aste del Regno Unito’, e poi spese da 30mila euro per alberghi e ancora 140mila euro ‘a favore di resort e hotel di lusso internazionali’. E in più anche 8 bonifici, tra il 2022 e il 2023, ‘a tre diverse orologerie-gioiellerie’ di Bologna per oltre 650mila euro. I due indagati affermano in una nota che ‘la vicenda giudiziaria non riguarda in nessuna misura le somme riconosciute ai famigliari delle vittime’ e che ‘non risponde al vero che quanto versato alla nuova Itavia sia stata oggetto di qualsivoglia ipotesi di malversazione da parte degli amministratori’.
Itavia Strage Ustica 27 giugno 1980





