BORETTO (Reggio Emilia) – Un’immensa spiaggia di sabbia, ma non è una buona notizia. A Boretto, il grande fiume si è fatto piccolo, piccolo. Quattro metri e trentatré centimetri sotto lo zero idrometrico e una portata di 209 metricubi al secondo, contro i 581 della media del periodo negli ultimi trent’anni. I dati diffusi da Aipo e dall’osservatorio permanente dell’Autorità di bacino confermano quello che si vede a occhio nudo: il letto del fiume Po è diventato una grande spiaggia accecante. Colpa del grande caldo dell’estate 2026 e dell’assenza di precipitazioni che sta interessando tutta l’Europa. Un fenomeno che non può dirsi straordinario, come fu nel 2003, anzi secondo l’ultimo studio del Cnr le temperature sono destinate a salire ancora nei prossimi anni. E bisognerà farci i conti.
Intanto Reggio continua a primeggiare nella classifica delle città più calde, con 39° subito alle spalle di Modena a livello nazionale e per almeno altri dieci giorni l’aria resterà rovente. I temporali attesi al Nord tra venerdì e sabato abbasseranno le temperature di qualche grado, con l’allerta della protezione civile che in Emilia Romagna scenderà da arancione a gialla, ma sarà solo una breve parentesi. Un calo termico momentaneo che non servirà però per guarire il grande malato.
L’Osservatorio conferma la severità alta per il Po, che resta sotto i livelli minimi di magra, anche perché i laghi prealpini sono quasi svuotati, con il Lago Maggiore e quello d’Iseo in condizioni di siccità estrema. Rispondere al bisogno di acqua dell’agricoltura è così sempre più complesso e pure la navigazione sul fiume risulta fortemente critica, anche per le imbarcazioni più piccole.
Reggio Emilia Boretto caldo allerta Po siccità






