REGGIO EMILIA – In terapia intensiva all’Ospedale Maggiore di Bologna: restano disperate le condizioni del bambino di sei mesi rimasto ferito ieri mattina in autostrada nei pressi del capoluogo emiliano, nell’incidente in cui è morta la vita la mamma, la 24enne Fatma Ghallad, origini egiziane, residente a Reggio.
Il piccolo era stato sbalzato fuori dall’abitacolo del minivan ribaltatosi improvvisamente in A14 nei pressi dell’innesto con la A1. Alla guida del mezzo c’era il padre 55enne della vittima e nonno del bambino e con lui a bordo anche la moglie 48enne e altri due figli di 12 e 16 anni: tutti hanno riportato ferite, ma non sono gravi. Tanti i parenti e gli amici giunti da Reggio a Bologna in queste ore per portare il proprio sostegno alla famiglia.
Presente anche il presidente dell’Unione Comunità islamiche in Italia (Ucoii) che vive sotto le due Torri e che ha voluto esprimere il proprio cordoglio e la propria vicinanza: “Speriamo che i medici riescano a salvare il bambino”, dice Yassine Lafram.
La famiglia di Fatma é molto conosciuta nella comunità egiziana presente a Reggio: il padre si era trasferito qui negli anni ’90 e qualche anno fa era stato raggiunto dagli altri congiunti: “E’ una famiglia molto conosciuta e apprezzata per la sua generosità e sono molti quelli che vogliono stare loro vicini”, ha aggiunto Lafram.
Il dolore di fronte alla tragedia é profondo e il fiato resta sospeso per le condizioni del bambino.
“Ci stringiamo con affetto ai suoi familiari e rivolgiamo un pensiero di speranza al suo bambino, ricoverato in gravissime condizioni, con l’augurio che possa superare questo momento così difficile. Il nostro pensiero va anche a tutte le persone rimaste ferite nell’incidente, alle quali auguriamo una pronta guarigione”, il pensiero diffuso nelle scorse ore dal sindaco Marco Massari.
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