MONTECCHIO (Reggio Emilia) – In un’Italia dove la natalità è ormai ai minimi storici, il caso dell’Ospedale Franchini di Montecchio non può passare in secondo piano. Nell’arco dell’ultimo anno, da giugno 2025 allo stesso mese del 2026 si sono registrati 41 parti in più rispetto ai circa 370 nuovi nati ogni anno.
Una crescita significativa, che rappresenta un vero e proprio record per la struttura e testimonia la scelta sempre più convinta delle famiglie del territorio e non solo.
Alla base di questo risultato c’è un percorso nato l’anno scorso con l’introduzione della partoanalgesia per il controllo del dolore durante il travaglio che ha segnato una svolta e invertito un calo importante nelle nascite che si registrava anche nell’ospedale della Val d’Enza.
“Da luglio dell’anno scorso abbiamo visto proprio un’impennata dei parti e ad oggi rispetto all’anno scorso già oltre 40 parti in più – sottolinea Daniela Viviani, direttrice del reparto di Ostetricia e Ginecologia e responsabile del Centro del Pavimento Pelvico del Franchini – Qui a Montecchio disponiamo dell’assistenza one to one da parte delle nostre splendide ostetriche che hanno una cultura, una dedizione e forniscono un sostegno emotivo delle mamme importante e noto da tanti decenni direi, in più continuiamo ad avere il parto in acqua”.
E’ ormai imminente anche l’introduzione del protossido sempre per le partorienti: “Stiamo introducendo una possibilità nuova per la quale ci stiamo formando proprio in questi in questi giorni, che è l’utilizzo anche del protossido, una metodica che la mamma può gestire in prima persona con una mascherina apposita che lei utilizza e dosa a sua discrezione”, continua Viviani.
Chi decide di partorire a Montecchio? “Abbiamo notato che per la maggior parte sono donne che arrivano dalla nostra provincia e come sempre anche un po’ dalla provincia attigua, che è quella di Parma, poi circa un terzo delle pazienti è di origine straniera”.
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