REGGIO EMILIA – Il telefono di Roberto Salati ha squillato a vuoto tutta la mattina. Possiamo solo ipotizzare i contatti febbrili col partito. Nelle primissime ore dopo che la notizia dell’indagine a suo carico per maltrattamenti nei confronti della ex era diventata di dominio pubblico, il 60enne imprenditore reggiano aveva fatto sapere di escludere di dimettersi dal suo incarico politico: “E’ un binario separato dalla vita personale – aveva detto – Confido che tutto si risolva per il meglio”.
Qualcosa nel frattempo deve essere cambiato. Ci sono state le interlocuzioni col segretario dell’Emilia Matteo Rancan. Sono trapelate voci di autosospensione, comunicata ufficialmente dal gruppo, poi il piccolo colpo di scena: Salati ha pubblicato un video poco prima delle 14, sul proprio profilo social, in cui parla invece di dimissioni dal ruolo di segretario provinciale della Lega.
“Si tratta di una scelta molto sofferta -ha detto Salati -, maturata alla luce di questa triste vicenda giudiziaria, sulla quale ribadisco la mia assoluta estraneità”.
Che differenza teorica c’è tra autosospensione e dimissioni? Nel primo caso si prosegue direttamente con un reggente, già indicato dalla Lega Emilia in Alessandro Rinaldi, finora vicesegretario provinciale. Nel secondo, il direttivo decadrebbe e il partito andrebbe incontro al commissariamento.
Cambia poco però: Salati era in scadenza. Tra qualche settimana, in ogni caso, ci sarà il congresso provinciale. Quindi il commissariamento è escluso. Rinaldi, che traghetterà il partito fino al congresso, fa sapere che “tutta la Lega si stringe attorno a Salati. Al di là del merito della questione, è una persona ferita. La Lega è una famiglia”.
Il “merito della questione” sono mesi – secondo la procura – di controllo ossessivo, di telefonate, di frasi offensive nei confronti della ex compagna. Il gip Francesco Panchieri ha accolto la richiesta di giudizio immediato presentata dal sostituto procuratore Giulia Signaroldi.
Salati sarà a processo dal 15 dicembre. Ora ha due settimane di tempo per decidere, assieme all’avvocato Enrico Della Capanna, se scegliere il rito abbreviato, il dibattimento o il patteggiamento.
Spiega il segretario della Lega Emilia Matteo Rancan: “Rimaniamo garantisti ed abbiamo grande fiducia nella magistratura e in quello che sarà il percorso giudiziale in questa purtroppo brutta e incresciosa vicenda”.
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