REGGIO EMILIA – “Devo fare una valutazione se fare un percorso conservativo oppure procedere con un intervento per mettere a posto il tendine per il futuro. Se dovessi scegliere quest’ultima strada, tornerei all’inizio del prossimo campionato”.
Ospite ieri sera a To B Reggiana, il capitano granata Paolo Rozzio ha confermato che gli esami cui si è sottoposto in questi giorni hanno evidenziato non una, bensì due lesioni al tendine d’Achille della gamba destra, quello infortunatosi nel corso della gara col Suditrol, lo stesso peraltro già operato 8 anni fa. Una situazione che, qualsiasi sarà il percorso scelto da Rozzio, con ogni probabilità lo costringerà ad alzare bandiera bianca da qui al termine del campionato. Anche la terapia conservativa, infatti, necessita di tempo per dare risultati. Tempo che, ora, il centrale difensivo non ha.
Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti in studio, Rozzio ha spaziato su tanti argomenti: dal rapporto con i precedenti allenatori alla Reggiana e non solo, ai dualismi con Marcandalli e Magnani, al suo futuro dentro e fuori dal campo. Poi, con estrema sincerità ha ammesso che, se fosse rimasto il nativo di Fabbrico fino al termine della stagione invece di tornare a Palermo, il capitano non avrebbe rinnovato cercando un’altra sistemazione. “Inutile nascondercelo: mi è dispiaciuto non essere riuscito a fare una partita con Giangiacomo, perché un giocatore diventa bravo se gioca di fianco a giocatori bravi. Però, se la situazione fosse andata avanti in questo modo, mi sarei guardato attorno per fare un altro paio di anni altrove, anche se sarebbe stata una mazzata dal punto di vista emotivo”.
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