REGGIO EMILIA – A difesa del Made in Italy, del reddito degli agricoltori e del diritto dei cittadini a un cibo senza inganni, e per chiedere all’Europa di tutelare il settore primario. Per queste ragioni domani, lunedì, Coldiretti chiama a raccolta i suoi associati. Non in un luogo qualsiasi ma al Brennero, la porta d’ingresso in Italia dei prodotti che arrivano dall’estero. Tra 1.500 agricoltori emiliano-romagnoli che parteciperanno alla protesta nazionale, circa 200 partiranno da Reggio, accompagnati dal presidente Matteo Franceschini e dal direttore Alessandro Corchia. La richiesta principale è quella di una modifica al codice doganale, che attualmente, lamenta Coldiretti, consente l’ingresso di merce presentata come italiana ma che in realtà non lo è.
“Oggi ad esempio cosce di maiale danesi o tedesche vengono lavorate in Italia con una semplice salatura e poi esportate come made in Italy”, spiega Corchia.
Sullo sfondo, ma molto pesante, la situazione delle tensioni internazionali, coi rincari dei costi di carburanti e fertilizzanti. “Questo mette a rischio la sovranità alimentare italiana e di altri Paesi d’Europa, ci aspettiamo che l’Unione europea intervenga”.
Reggio Emilia Made in Italy protesta Coldiretti Brennero




