REGGIO EMILIA – Aveva deciso, per scopi al vaglio dei carabinieri, di tenere un cucciolo di capriolo nel cortile della propria abitazione. Per questo, un uomo residente a Vetto è stato denunciato, al pari del conoscente che ha sottratto l’animale dal proprio habitat naturale per consegnarglielo.
L’intervento del corpo Forestale dei militari dell’Arma è scattato nei giorni scorsi, grazie a una preziosa segnalazione ricevuta dal Centro Recupero Animali Selvatici di San Polo d’Enza. I carabinieri si sono recati presso l’abitazione segnalata e hanno constatato che, effettivamente, lì era presente il cucciolo. Subito recuperato, è stato affidato alle cure esperte del personale del Rifugio Matildico, dove sta ricevendo l’assistenza veterinaria e nutrizionale necessaria per tentare un delicato percorso di riabilitazione, con l’auspicio che possa, un domani, essere reinserito in natura.
Come detto, due persone sono state denunciate: colui che ha fisicamente prelevato l’animale dovrà rispondere di furto aggravato ai danni della fauna selvatica – punibile con la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 927 a 1.500 euro – e prelievo di piccoli mammiferi; il padrone di casa di ricettazione e maltrattamento di animali, che prevede invece la reclusione da 2 a 18 mesi o la multa da 5mila a 30mila euro.
E’ fondamentale tenere a mente che sottrarre un animale selvatico, specialmente in tenera età, dal suo ambiente naturale è causa di gravissime e ingiustificate sofferenze. Il cucciolo è sottoposto a uno stress acuto derivante dalla separazione dalla madre e dal trovarsi in un ambiente per lui totalmente estraneo. Inoltre, l’alimentazione casalinga risulta totalmente inadeguata e pericolosa per un apparato digerente in via di sviluppo, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’ungulato.
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