REGGIO EMILIA – Nelle scorse settimane vi avevamo mostrato i dati dell’analisi realizzata da Facile.it sugli incassi dei Comuni capoluogo di provincia in Emilia Romagna derivanti da violazioni delle norme del codice della strada. Reggio Emilia figurava agli ultimi posti con “soli” 5,8 milioni di euro in una graduatoria con in vetta Bologna a 27,2 milioni, seguita da Parma con 14,7 e Modena con 13,8.
Per cercare di interpretare in profondità questa classifica, abbiamo chiesto un parere al comandante della polizia locale cittadina, Italo Rosati. “I dati relativi agli accertamenti delle violazioni al codice della strada fanno riferimento a svariati parametri, innanzitutto alla popolazione e quindi alla viabilità”.
Una parte fondamentale nella lettura del dato reggiano la gioca senza dubbio il fatto che gli autovelox fissi di Codemondo e Masone siano spenti da luglio 2024 per l’inchiesta della procura di Vibo Valentia. “Stiamo facendo un’istruttoria e a breve saranno riattivati con affidamento a un servizio di noleggio. I dispositivi verranno reinstallati su quelli già autorizzati. Oltre a ciò, su direttive dell’amministrazione, stiamo procedendo a un’altra attività istruttoria per richiedere di mettere in sicurezza, con questo genere di dispositivi, alcuni tratti stradali cittadini e non solo dove abbiamo registrato la necessità di un maggiore controllo”.
Oltre al lato repressivo, tra i compiti della polizia locale c’è anche quello preventivo. “Importante è acquisire una cultura della sicurezza stradale. Ad esempio, nei mesi scorsi, come polizia locale, abbiamo fatto servizi specifici sul tema monopattini, soprattutto per sensibilizzare gli utenti che, alla guida di quei mezzi, sono esposti”, ha concluso Rosati.
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