REGGIO EMILIA – La Cisl l’ha già ribattezzata “la tassa sulla stanchezza”. Se un autista di Seta provoca un incidente stradale, indipendentemente dall’entità del danno, – denuncia il sindacato – perde il 40% del premio di risultato, pari a circa 800 euro l’anno. La novità – chiarisce la Cisl – é in vigore dal 1 aprile. Prima erano previsti criteri di tutela: finché si restava entro due parametri precisi – massimo due incidenti annui e valore complessivo dei sinistri non superiore a 2.500 euro – il premio non veniva toccato, in caso di superamento di uno dei due limiti, la decurtazione si fermava al 20%. “Prima spremono gli autisti con turni massacranti e straordinari, poi se uno fa un solo incidente con danno da 1 euro, gli tolgono il 40% del premio di risultato. Te ne tolgono 320 su 800”, tuona Gaetano Capozza, segretario Fit-Cisl Emilia Centrale.
Nel 2025 ogni autista – riferisce Cisl- è stato al volante per una media di 190 ore di straordinario e questo comporta ripercussioni sulla sicurezza: “Questo non è fare sicurezza, è punire chi ogni giorno manda avanti il trasporto pubblico in condizioni difficile”, aggiunge Capozza.
Fit Cisl annuncia battaglia sindacale e legale: l’azienda riceverà a breve una diffida dagli avvocati del sindacato. E il 21 aprile si terrà un referendum aperto a tutti gli autisti, di tutte le organizzazioni sindacali, dalle 6 alle 21.30, con seggi a Reggio Emilia, Piacenza e Modena.
Nel tardo pomeriggio è arrivata la risposta di Seta: “Siamo sorpresi nel constatare che la Cisl – dopo aver partecipato al tavolo sul premio di risultato senza sollevare critiche – abbia improvvisamente cambiato opinione e deciso di differenziarsi dalle altre rappresentanze sindacali aziendali. Ne prendiamo atto, ma riteniamo altresì opportuno precisare che l’affermazione ‘l’azienda sceglie di punire chi guida applicando un meccanismo ingiusto e umiliante’ non descrive affatto quanto accaduto”.
Per Seta, “la realtà è esattamente l’opposto: il nuovo meccanismo va proprio a premiare chi presta maggiore attenzione e non causa danni al patrimonio aziendale, con l’obiettivo di promuovere una condotta di guida prudente per garantire la sicurezza del personale e dell’utenza. A smentire presunti intenti punitivi vi è anche il fatto che l’importo complessivo stanziato da Seta per il premio di risultato resta invariato: quello che cambia è la migliore premialità – rispetto alla cifra base – riconosciuta ai conducenti che non rimangono coinvolti in incidenti e/o danneggiamenti dei mezzi durante il servizio, contribuendo così alla riduzione dei sinistri passivi e concorsuali e dei relativi costi”.
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