PARMA – Subito dopo la lettura della sentenza Chiara Petrolini, impassibile, ha lasciato l’aula del tribunale scortata dai carabinieri. Tra il pubblico i genitori della giovane sono scoppiati in lacrime e hanno abbandonato il palazzo di Giustizia senza rilasciare dichiarazioni.
Tensioni si sono registrate tra un gruppo di amici della ragazza e i giornalisti presenti. 24 anni e tre mesi la pena inflitta nei confronti della 22enne di Vignale di Traversetolo, a due passi dalla Val d’Enza reggiana.
Petrolini è stata giudicata responsabile solo di uno dei due omicidi contestati, quello del secondo neonato partorito, il primo ad essere trovato sotterrato nel giardino della villetta di famiglia, il 9 agosto 2024. L’altro omicidio, invece, non sarebbe stato provato.
Ecco al termine dell’udienza le parole del legale della giovane, il penalista reggiano Nicola Tria: ‘Per una vicenda come questa la pena avrebbe potuto e dovuto essere più mite, tenendo conto di molti fattori’. Tria ha inoltre annunciato che la difesa non intende abbandonare il tema della patologia dell’imputata: ‘È quello di cui ho parlato molte volte, su cui non desisteremo’.
Quanto alla reazione della sua assistita, il legale ha riferito che la 22enne ‘ha preso atto della sentenza’.
La Procura di Parma aveva chiesto una condanna a 26 anni: non era stato chiesto l’ergastolo perché i pm hanno considerato attenuanti generiche la giovane età e l’immaturità.
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