REGGIO EMILIA – Un’indagine complessa ha portato a sgominare una banda specializzata nel furto di farmaci oncologici. Tre i colpi a Reggio tra giugno e settembre, per un bottino complessivo di circa un milione di euro.
A finire nei guai cinque uomini residenti in provincia di Napoli e un egiziano che vive in provincia di Lodi, quest’ultimo risulterebbe il committente dei colpi. Due persone sono finite in carcere, due si trovano ai domiciliari e due sono sottoposte all’obbligo di firma.
La banda aveva agito a Reggio il 20 giugno, il primo luglio e il settembre dello scorso anno: ad essere presi di mira erano stati la farmacia del Santa Maria Nuova e il magazzino Ausl di via Monti Urali.
Le indagini coordinate dai sostituti procuratori Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Francesco Rivabella e condotte dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura hanno portato a sgominare una banda altamente specializzata composta da malviventi già noti alle forze dell’ordine. Gli stessi soggetti avevano agito anche in altre città: Lucca, Napoli, Reggio Calabria, un tentato furto era avvenuto anche a Modena. “Stiamo parlando di professionisti dotati di capacità tecniche non solo per violare i sistemi di sicurezza e mettere a segno i furti, ma anche per conservare i farmaci”, spiega il procuratore Calogero Gaetano Paci.
I medicinali erano destinati – secondo le ipotesi accusatorie – a mercati illegali esteri. I prodotti sottratto a Reggio non sono stati recuperati. A Lodi sono stati invece trovati farmaci sottratti in strutture sanitarie di altri città, per un valore di oltre un milione.
Le indagini proseguono per cercare di risalire a un eventuale basista reggiano.
Dopo la conferenza stampa in Questura, ecco il comunicato stampa dell’Ausl di Reggio Emilia:
“La Direzione dell’Azienda Usl IRCCS – si legge nella nota, arrivata intorno alle 15.20 – desidera rivolgere un sentito ringraziamento alla Procura di Reggio Emilia, e alla Squadra Mobile della Questura cittadina, per l’importante indagine che ha permesso di individuare e sgominare la banda di malviventi che in questi anni avevano trafugato dai magazzini una quantità rilevante di farmaci oncologici e di immunodepressori, per un controvalore attorno al milione di euro. Da quanto emerge si trattava di un gruppo di professionisti a livello nazionale che agivano di concerto fra loro, con un’organizzazione che prevedeva sopralluoghi ripetuti, capacità di muoversi facendo perdere le proprie tracce e tecnologie all’avanguardia. Tutto ciò, a maggior ragione, dimostra l’abilità degli uomini agli ordini del Procuratore capo dottor Calogero Gaetano Paci, che hanno saputo mettere in campo le contromisure necessarie ad assicurare alla giustizia i sospettati”.
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