KYOTO (Giappone) – Il reggiano che rivoluzionò la pittura in Giappone. Si può riassumere così la storia raccontata dalla mostra da poco inaugurata a Kyoto, al museo nazionale di arte moderna. Il protagonista è Antonio Fontanesi, ritrattista ma soprattutto paesaggista tardoromantico.
Il suo fu un percorso contro corrente: mentre l’Europa subiva il fascino del giapponismo, da cui fu influenzato ad esempio Van Gogh e prima di lui gli impressionisti, il pittore nato a Reggio nel 1818, compiva il percorso inverso. Per due anni, a partire dal 1876, insegnò a Tokyo, presso l’Accademia di Belle Arti, dove rinnovò radicalmente l’arte locale, introducendo la pittura a olio, il carboncino, il pastello e il ritratto dal vivo. Le sue lezioni di disegno dal vero e le sue indicazioni su come osservare la natura lasciarono un’impronta indelebile gettando le basi della pittura moderna giapponese.
A celebrare questo straordinario scambio culturale è la mostra ‘Antonio Fontanesi. Oltre il paesaggio. Sottotitolo: ‘Un artista europeo agli albori del Giappone moderno’. Si tratta di un’esposizione itinerante e che nei prossimi mesi farà tappa a Tokyo e a Nagoya dove si concluderà nell’aprile del 2027. In rappresentanza ufficiale del nostro Pese, all’inagurazione a Kyoto era presente l’ambasciatore Mario Vattani.
Centrale, nella mostra, è la carriera del pittore: dalla formazione a Reggio al trasferimento a Torino, fino al soggiorno in Svizzera dopo l’esperienza nella Prima Guerra d’Indipendenza con Garibaldi, infine i successivi viaggi a Parigi. Tra le duecento opere che formano l’allestimento ce ne sono tre provenienti dai Musei Civici. Una di queste, intitolata ‘La solitudine’, è considerata uno dei massimi capolavori di Fontanesi, per via di quelle pennellate dense di colori cupi che ne fanno un esempio di modernità. ‘Marina in burrasca’ e ‘Ingresso di un tempio a Tokyo’ sono le altre due tele concesse in prestito dalla nostra città.
Reggio Emilia pittore Giappone Antonio Fontanesi Tokyo mostra antologica Kyoto







