REGGIO EMILIA – “Alla fine la cosa che più mi fa piacere è che vengo ricordato non solo per i trofei ma per il comportamento”. Sì, è così. Franco Baresi ha vissuto e se n’è andato consapevole di essere un esempio. In queste ore viene definito “una leggenda”, e non è un termine esagerato. Una persona che non muore, anche se non c’è più. Per quello che ha fatto, e per quello che ha trasmesso facendolo, spesso in silenzio; e perché quella fascia di capitano ce l’aveva cucita dentro, non solo addosso. Non per niente, non ci sarà letteralmente mai più, al Milan, un altro numero 6. Un altro calcio, si dirà. E’ vero. Ma forse soprattutto altre persone. Di una pasta diversa.
Qui era appena due anni e mezzo fa. Franco Baresi al cinema Apollo di Albinea, per la rassegna “Storie di sport”, presentava il suo libro “Libero di sognare”, un evidente gioco di parole col suo ruolo, quello di libero appunto. Di nuovo, un altro calcio, un’altra epoca, ma soprattutto altre persone, che parlano con semplicità dei trofei e degli insuccessi, della forza che serve a volte per rialzarsi, di quello che desideri da bambino…
I segreti del successo di Franco Baresi fanno il pieno ad Albinea. VIDEO
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