SAN POLO D’ENZA (Reggio Emilia) – Seconda puntata della storia dell’ex convento di Montefalcone e di un recupero di cui si parla da quasi 30 anni, ma che non è mai stato completato, sino alla recente vendita al rapper tedesco Shady.
I finanziamenti europei e i fondi stanziati per il Giubileo del 2000, richiesti nel 1997, non sono arrivati, ma ormai tutta la politica reggiana è convinta dell’importanza di salvare l’ex convento di Montefalcone. La svolta arriva nel 1999, quando la società Matilde Spa, costituita all’uopo dalla Provincia, tre Comuni e i proprietari privati dell’immobile stipulano con il ministero dei Beni Culturali un protocollo d’intesa per il recupero del complesso monumentale. Una svolta sottolineata dalle parole dell’allora ministro Giovanna Melandri, il giorno della firma.
I 6 miliardi di lire stanziati arrivano nell’agosto del 2000; nel febbraio successivo, la società privata Iniziativa Immobiliare e Matilde Spa stipulano il contratto preliminare di vendita di Montefalcone al pubblico a lavori ultimati e nell’aprile dello stesso anno i proprietari affidano senza gara d’appalto i lavori alla Cooperativa Muratori di Reggiolo. Può finalmente iniziare il cantiere.
Non tutto però fila liscio, tra i proprietari privati attraverso Iniziativa Immobiliare Srl e i soci pubblici di Matilde Spa ci sono tensioni legate al finanziamento del cantiere. I lavori si bloccano dopo la prima fase di messa in sicurezza dell’ex convento. Si tratta sul possibile subentro del pubblico nel contratto di appalto di Montefalcone, ma ancora nel 2004 la direzione lavori è convinta che il cantiere possa ripartire al più presto. (2/continua).
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