REGGIO EMILIA – E se lo stadio Mirabello venisse intitolato a Pippo Marchioro? Oppure il centro sportivo di via Agosti? Non sono domande nate dal caso ma arrivano direttamente dal cuore dei tifosi della Reggiana. Sulle pagine social non sono mancati i messaggi di cordoglio per l’ex tecnico granata, morto a Cesena all’età di 90 anni.
In tanti hanno esternato il desiderio che un luogo sportivo della nostra città venisse intitolato all’allenatore, che ha guidato la Reggiana dal 1988 al 1994, trascinandola dalla Serie C alla salvezza in Serie A. I tifosi non hanno avuto dubbi su quali aree scegliere: l‘impianto di via Matteotti, casa delle partite della Reggiana dove Marchioro si accomodava in panchina, il secondo è il centro sportivo che, durante la settimana, vedeva la preparazione di Futre, Padovano e compagni sotto la direzione dell’amato allenatore.
La pagina social “Gradoni Granata”, seguita da oltre 20mila supporter, ha lanciato un messaggio chiaro “Stadio Mirabello ‘Pippo Marchioro’. Procedere”. Diversi i commenti favorevoli all’iniziativa: l’impianto, attualmente utilizzato dal Valorugby, ospita all’esterno un murales con i ritratti dei giocatori e tecnici più amati negli oltre 100 anni di storia della Reggiana, compreso Pippo Marchioro.

Pippo Marchioro e gli eroi della Reggiana in serie A a 25 anni da quel traguardo al Città del Tricolore (foto Corrado Bertozzi /Elite per Reggionline)
Massimilano Esposito, autore del gol salvezza il primo maggio 1994 a San Siro, sposa invece la proposta del centro sportivo. “Più che lo Stadio Mirabello, opterei per intitolare a Pippo Marchioro il centro sportivo. Penso che sia la cosa più giusta da fare, per quello che ha fatto a Reggio per quello che ha dato alla Reggiana portandola dalla C alla A fino al salvarla. Nessun altro allenatore è riuscito a farlo. Penso che sia la cosa più giusta da fare”.
Intanto proseguono i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Marchioro, tra questi ecco il saluto di Paulo Futre che, attraverso il social X, ha voluto omaggiare il tecnico che l’ha allenato nel suo periodo in granata. Anche Luciano Ferrarini, azionista, sostenitore e negli anni anche presidente della Reggiana, e la figlia Nicole ricordano con affetto Marchioro: “Insieme abbiamo vissuto momenti straordinari di gioia di di condivisione. Lo porteremo sempre nel cuore”.
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